Bergamo, le periferie estreme e la città nell’obiettivo di Fotografica

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Le periferie urbane, ma anche sociali e dell’anima, esplorate dai protagonisti del Festival Fotografica, alla terza edizione. Dieci mostre di altrettanti importanti fotografi contemporanei indagano il tema Fuori dal centro: le opere saranno esposte dal 2 ottobre al primo novembre al Monastero del Carmine in Citt Alta e, solo per Gabriele Basilico, allo Spazio Daste.

Le periferie sono terra di confine, frontiera, ma anche fucine creative, luoghi di rinascita, di incontro tra le fedi, come dimostrano i nostri artisti — spiega Daniela Sonzogni, direttrice del festival —. La pandemia ci ha costretto a vivere una periferia personale, facendoci riflettere su sguardi e suggestioni differenti che ci hanno portato a trattare anche la solitudine e la malattia quali espressione dello stesso tema. Per questo motivo, l’approccio del visitatore alle opere sar pi emozionale e meno tecnico.


Giovanni Diffidenti in L’altra faccia tra Verdellino, Zingonia e Ciserano documenta il percorso di un territorio marchiato per il degrado, che per visto con occhi diversi, grazie alle storie dei ragazzi che interagiscono tra loro, come la senegalese che gioca a basket con il pakistano o l’istruttore bosniaco che insegna parkour al giovane italiano. Sergio Ramazzotti, con le immagini crude di Baraccopolis, porta alla luce gli invisibili che vivono tra cantine, auto e baracche. In Broken songlines Monika Bulaj immortala le ultime oasi d’incontro tra fedi, mentre Francesco Faraci ritrae i bambini di Palermo in Malacarne: kids come first.

Silvia Alessi conduce nella periferia del mondo con Il piccolo Pamir afghano; terre lontane, dove la natura potenza creatrice e distruttrice, anche per Christian Rota in Physis; Le periferie dell’anima sono raccontate da Fausto Podavini con la quotidianit dei malati di Alzheimer. E ancora, Valerio Bispuri posa il suo sguardo sui detenuti e Emile Ducke sul convoglio ospedaliero che passa attraverso le pi sperdute citt della Siberia. La mostra di punta Bergamo di Gabriele Basilico. Era entusiasta quando doveva confrontarsi con una citt intera, aveva una precisa metodologia, il gesto fondamentale era lo sguardo — racconta Giovanna Calvenzi, responsabile dell’archivio dedicato al grande fotografo —: consultava mappe, chiedeva aiuto a esperti e iniziava a guardare, moltissimo, fino alla stanchezza fisica e alla saturazione della memoria, prendendo nota della luce, grazie alla bussola che portava sempre con s, quello che accadeva dopo era una verifica.

Molti gli eventi realizzati con la collaborazione di Molte fedi, il Museo delle Storie e NessunoPress. Biglietto 7 euro. Info e prenotazioni su www.fotograficafestival.it.

22 settembre 2021 | 15:44

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