Call of Duty: Warzone, pace fatta sul tracker delle performance

I giocatori di Call of Duty: Warzone potrann otornare a guardare le proprie statistiche grazie all’accordo fatto su un noto sito che forniva queste informazioni e che era stato a inizio anno chiuso per infrazione ai termini di servizio.

Call of Duty: Warzone, pace fatta sul tracker delle performance (foto: Activision)

Si chiama Warzone Tracker ed è una delle app overlay sulla rete Overwolf. Permette di conoscere le statistiche di gioco che Activision non fornisce (e noi ancora qui a chiederci perchè, ma questa è un’altra storia).

Il problema con Warzone Tracker era che Activision aveva ravvisato un’infrazione ai termin di servizi dentro Overwolf e aveva bloccato tutto per i giocatori su PC. Ma ora, dopo aver discusso con Activision, Uri Marchand, CEO di Overwolf, ha dichiarato di aver risolto la questione con un piccolo trucco che fa contenti tutti. Cosa è stato fatto?

Call of Duty: Warzone e Overwolf, ora non c’è più integrazione tecnica

Call of Duty: Warzone, pace fatta sul tracker delle performance
Call of Duty: Warzone, pace fatta sul tracker delle performance (foto: Activision)

Warzone Tracker permette ai giocatori di avere le statistiche del proprio modo di giocare: la percentuale di morti o il numero di nemici fatti fuori in squadra. Queste statistiche sono utili per tutti. I giocatori possono “vedersi” e capire cosa funziona nella loro tattica e cosa va sistemato ma anche per gli avversari. Le statistiche sono infatti pubbliche ed è quindi possible conoscere i propri avversari. Ed eventualmente farsi il segno della croce.

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Quello che Warzone Tracker non fa, e su questo Marchand è stato chiarissimo, è offrire scorciatoie. Non si tratta di un sito che permette il cheating quindi. Ed è per questo che ne parliamo in toni così sereni. Conoscere il proprio avversario è qualcosa che si fa anche nello sport, per esempio. E anzi, i giocatori per un po’ avevano anche sperato proprio che il Tracker avrebbe potuto individuare i giocatori anomali.

Ma da Overwolf fanno sapere che questo non è lo scopo dell’app: “La nostra app non ha mai mostrato (un messaggio tipo) ‘ah ,questo giocatore è uncheater o potrebbe essere un cheater“, spiega Asaf Livne head of growth and business development di Tracker Network. Si tratta solo di dati grezzi che vengono mostrati subito dopo il match per valutare le proprie performance.

Ma, fanno sapere da Overwolf, l’accordo raggiunto con Activision e Raven su Warzone TRacker non significa via libera al software di terze parti su CoD: Warzone. “Abbiamo discusso riguardo stringenti linee di condotta nella creazione delle app e vorremmo sottolineare che non verranno permesse app che danno boost, fanno saltare la fila, interferiscono con il matchmaking o con il GDPR“.

 

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