Festival del Viaggiatore, stasera ad Asolo l’ultimo atto

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ASOLO – L’amore per i libri e la capacità di scrivere (e leggere) storie che facciano soppravvivere ai dolori: se qualcosa accomuna i libri arrivati in finale al premio Zanetti, tutti molto diversi tra di loro, è proprio la nota autobiografica e la capacità di riscrivere la sofferenza umana. Protagonista della serata di premiazione del Festival del Viaggiatore, Angelo Carotenuto con il libro “Le canaglie”, Ed. Sellerio, che ha raccolto il plauso unanime di tutte le giurie e il premio “Serie Tv”. Il romanzo racconta il mondo degli anni ’70  attraverso lo sguardo di un fotografo e diventa una versione pop del calcio, usato per raccontare ai più giovani l’italia ferita degli “anni di piombo”, oscillante tra la dolce vita e la destra di Almirante. Anni che parlano di “solitudine insieme al bisogno di non isolarsi mai” e cambiamenti sociali importanti, come la legge sul divorzio e il (nuovo) ruolo della donna nel mondo del lavoro. L’autore è stato premiato con un’opera delle Ceramiche Bosa, raffigurante 5 donne. 

La madrina del Festival, Antonella Attili, premia Abgelo Carotenuto

Il libro, che racconta la storia della squadra di calcio più folle che sia mai esistita, la “Lazio dei maledetti”,  diventa la riproduzione in miniatura di tutto quello che succedeva “fuori” e lo sguardo su un mondo che sta cambiando, inevitabilmente parziale ma molto umano di un fotografo, tra l’altro mandato in punizione ad occuparsi di calcio e sport, si trasforma in un racconto onesto e diventa Memoria.  “Le foto di Marcello Traseticcio sono calate nella realtà e questo permette loro di essere una testimonianza capace di fermare il tempo e fissarlo, un attimo prima che tutto cambi.”

Il premio sezione “film” è andato invece a Stefano Turconi e Teresa Radice, compagni nel lavoro e compagni nella vita e all loro graphic novel “La Terra, il cielo, i corvi”, Bao Pubblishing. Un grande lavoro di documentazione storica e una fitta rete di riferimenti cinematografici e letterari, che vanno da Tolstoj a Mario Rigoni Stern, partendo da alcune lettere di famiglia di uno zio partito per la Russia e mai tornato. “I personaggi sono credibili e universali, permettendo a chiunque di riconoscere qualcosa di sè: per questo pensiamo che tra i 5 finalisti del premio, sia il più adatto a diventare un film di animazione.”

Marta Zura Puntaroni

Premiata anche la marchigiana Marta Zura Puntaroni e il suo “Noi non abbiamo colpa” ed. MinimumFax “per il modo di raccontare senza retorica la realtà dell’Alzheimer, persino con ironia, da parte di una protagonista che non fa sconti a nessuno, nemmeno a se stessa e la capacità del libro di offrire tanti ruoli ad attrici di varie età, in un progetto tutto al femminile.”

“Non abbiamo chiesto noi di venire al mondo” ha detto l’autrice “quindi non abbiamo colpe” ha detto l’autrice, raccontando la malattia della nonna e quanto essa possa trasformare le cite delle persone coinvolte, famigliari in primis, che hanno, dopo aver vissuto “l’assenza” di una persona amata, si confrontano con lo spettro di dover percorrere la stessa via.

“Il Festival del Viaggiatore, unico nel suo genere, è un’occasione specialissima per incontrare quualcosa di nuovo” ha sottolineato ieri sera Daniela Amenta, giornalista e scrittrice. Presenti alla serata e in altri momenti del Festival, oltre alla madrina, l’attrice Antonella Attili, alla sua seconda volta ad Asolo, dopo la visita alla “Divina”, Andrea Occhipinti, fondatore e presidente di Lucky Red, nonchè amico da tempo del Festival, Antonietta De Lillo, sceneggiatrice e scrittrice, Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, Silvia Bizio, giornalista e produttrice, Riccardo Tozzi, presidente e fondatore di Cattleya.

“La Rai produce oltre 300 ore di fiction” sono le parole di Maria Pia Ammirati “il covid ha indubbiamente dato una forte spinta al settore, ma il cuore rimane la qualità del prodotto e molti prodotti di qualità arrivano proprio dai libri. Abbiamo fatto un buon lavoro in questo Festival, ci siamo trovati d’accordo sulle scelte e siamo molto contenti.”

Il Festival continua anche nella giornata di oggi, fino a stasera con il saluto al Festival con le “poesie di poetesse folli” di Antonella Attili.


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