Global Citizen Live, nel nuovo Live Aid gli artisti chiedono ai governi di salvare il pianeta

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Politica e musica, attivismo e divertimento, impegno ed emozioni: il grande concerto globale a Parigi, Global Citizen 2021, è uno degli eventi più importanti che il mondo dello spettacolo e dell’attivismo siano mai riusciti a mettere insieme. In diretta planetaria su YouTube (in Italia su Tv8 e Sky canale 109), ventiquattro ore di musica, di messaggi politici e sociali, si alternano per cercare di unire i “cittadini del mondo” per combattere la povertà, per sostenere la battaglia contro il covid, per “cambiare il mondo”, come dicono gli artisti coinvolti e che tengono la scena di un evento che promette di essere molto più grande di quello del 1985, lo storico Live Aid che vide la più grande mondovisione musicale del secolo scorso.

Qualche anno fa sentire discorsi tra un’esibizione e l’altra avrebbe scatenato qualche protesta, fischi, rumore, da parte di quelli che, arrivati a vedere il concertone, aspettavano i loro artisti preferiti e consideravano gli interventi una “noia” o una fastidiosa interruzione. Il clima di Parigi è invece completamente diverso, gli speaker vengono accolti con applausi, ascoltati con interesse, sostenuti dal pubblico. E nella prima ora e mezza di show, tanto per dire che la lunghissima maratona è fatta davvero di intrattenimento e impegno, le parole, importanti, gli impegni presi dalle aziende e dalle istituzioni, hanno molto più peso delle canzoni, ma sono le canzoni che tengono tutto insieme, è la musica l’incredibile, perfetto, magico collante. E Global Citizen Live 2021 è pensato in maniera completamente diversa dal Live Aid del 1985, proprio perché a chiedere alla gente di partecipare, donando soldi per continuare la vaccinazione globale contro il Covid, per combattere la povertà, per spingere i governanti che si riuniranno a Roma il 30 e 31 ottobre per il G20, o contro la violenza sulle donne o per molte altre battaglie che Global Citizen sostiene, non sono solo i cantanti, come fa Elton John aprendo la parte live della serata sul palco di Parigi, ma anche i responsabili di aziende come Cisco, che arrivano sul palco e dichiarano quanti soldi versano per le diverse cause, o la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, e perché i palchi non sono solo nelle grandi città europee o americane, ma in sette continenti diversi, e gli artisti coinvolti sono davvero di tutto il mondo. Tutti “cittadini globali”, che suonano ognuno una musica diversa, pop, soul, afro, country, pop, rock, dance, senza preoccupazione di generi o di stili.

Così Elton John rapisce il pubblico parigino con un set intenso è imbattibile, infilando una dopo l’altra Tiny dancer, Your Song e Rocket man, mentre la mente vola lontanissimo quando la musica arriva dal cuore dell’Amazzonia, su una piattaforma messa nel bel mezzo del Rio delle Amazzoni, o poco dopo da un tetto di un palazzo nel centro di Buenos Aires. C’è musica dalla Corea del Sud, per aprire la lunghissima manifestazione, con i BTS, le stelle pop più amate dalle giovanissime generazioni da un capo all’altro del pianeta. C’è anche un po’ d’Italia in questa lunga sequenza di suoni e parole: le parole sono quelle del nostro Presidente del Consiglio Mario Draghi, la musica è quella di Andrea Bocelli, ma soprattutto quella dei Maneskin, ormai proiettati in una incredibile dimensione internazionale, sul tetto del mondo. La band romana ha letteralmente conquistato Parigi con il breve set fatto di rock, energia e sesso. Venti minuti di musica al alto potenziale, con Damiano in grado di dominare il palco e il pubblico, Victoria con il basso a tracolla e il seno coperto solo da piccole strisce adesive, Thomas con la chitarra superamplificata e  Ethan a pestare i tamburi con la sua solita potenza. Rock e poco altro, con il pubblico assolutamente conquistato dalla musica della band, dal suono elettrico e potentissimo, dalla presenza di Damiano, capace di vestire i panni della rockstar meglio e più di chiunque altro sia salito prima sul palco, permettendosi in mondovisione di cantare “Zitti e buoni” in italiano, chiudendo letteralmente in trionfo il loro set.

Il “warm up” del concerto vero e proprio è stato aperto, come abbiamo detto, dai BTS, ma già nei primi minuti c’è stato un piccolo evento, quello della reunion dei Fugees, dopo quindici anni, ma c’è tempo anche per lo straordinario collegamento con l’Amazzonia e l’esibizione di una band formata da musicisti indigeni, con il popolazioni indigene del Brasile, rappresentate dal Capo Mapu degli Huni Kuin, Aldeia Mutum degli Yawanawa, e Owera (Kunumi MC) dei Guaranì del Brasile, assieme al dj Alok. E per un primo assaggio della musica da Lagos, con la travolgente band di Femi Kuti.

A Parigi, Elton John apre la sequenza musicale sul palco che per sfondo ha la Tour Eiffel, e gli applausi per Sir Elton, che ricorda che l’impegno collettivo ha aiutato a risolvere la crisi dell’AIDS e che l’impegno collettivo oggi può aiutare a risolvere la crisi del Covid, chiedendo al pubblico di sostenere economicamente la battaglia di Global Citizen. Dopo di lui sul palco arrivano anche la bravissima Angelique Kidjo, la cantante Fatma Said, che accende i cuori con Imagine, ma poi a far saltare tutta la platea ci pensano i Black Eyed Peas, obbiettivamente esplosivi e fortissimamente impegnati, come quando cantano la politicissima Where is the love. Perfetti soprattutto nel grandissimo finale del loro set, con le luci dei cellulari di tutto il pubblico accesso, mentre si leva il ritornello di I got a feeling, che si mescola a un “merci beaucoup” per ringraziare il pubblico.

Il concerto ha degli obbiettivi precisi, racchiusi in una serie di richieste: ai paesi più ricchi affinché mantengano la promessa di stanziare 100 milioni di dollari all’anno per soddisfare le esigenze in materia di ambiente e clima dei Paesi in via di sviluppo; ai cittadini americani, affinché sollecitino, presso i loro rappresentanti di governo, l’approvazione del più vasto disegno di legge sulla tutela dell’ambiente nella storia americana, al fine di mettere gli Stati Uniti in condizione di raggiungere l’obiettivo di ridurre le proprie emissioni di almeno il 50% entro il 2030. Il Congresso prevede di votare il disegno di legge la settimana del 27 settembre; ai Paesi del G7 e ai miliardari del mondo, affinché mettano fine alla fame nel mondo stanziando almeno 6 miliardi per fornire urgentemente pasti ai 41 milioni di persone che rischiano di morire di fame; ai Paesi del G7 e all’Europa affinché mettano immediatamente a disposizione almeno un milione di dosi di vaccini per i Paesi più bisognosi, e appoggino la proposta del Sudafrica e dell’India di rinunciare alla proprietà intellettuale sulla produzione di vaccini contro il COVID-19 e altri dispositivi medici – già supportata da oltre 100 Paesi. Ma le richieste diventano anche più precise dal palco quando Pryanka Chopra chiede a Moderna, Pfizer e le altre aziende produttrici dei vaccini anti Covid di mettere a disposizione dei paesi del terzo mondo e più poveri i brevetti dei vaccini per poter permettere anche a chi non ha denaro di accedere alle cure.

Gli attori coinvolti sono tanti, da Hugh Jackman a Rachel Brosnahan, ma anche i politici, sia quelli che salgono sul palco, come la sindaca di Parigi Anne Hidalgo o la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, o come i molti, di tutto il mondo, che hanno mandato messaggi registrati. I concerti si svolgono su palchi in sette continenti e gli artisti coinvolti, nella lunga diretta fino a domenica sera, sono oltre cento. Ricordiamo quelli che saranno in scena live, come dicevamo, si terranno sui palchi di tutto il mondo. Particolarmente affollato è quello di New York, a Central Park, dove si esibiranno i Coldplay, Billie Eilish, Camila Cabello, Jennifer Lopez, Lizzo, Meek Mill, Shawn Mendes, Alessia Cara, Burna Boy, Cyndi Lauper, Jon Batiste e Lang Lang, mentre dal Greek Theatre di Los Angeles ci saranno anche Stevie Wonder, Adam Lambert, Chloe x Halle, Demi Lovato, H.E.R., Onerepublic, Ozuna, The Lumineers e 5 Seconds of Summer. E molti altri in una giornata che, per molti versi, passerà alla storia.

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