Il compenso degli scrutatori e dei presidenti di seggio per le elezioni comunali

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Il compenso riconosciuto agli scrutatori e al presidente del seggio per le elezioni comunali 2021 è stabilito dalla legge. In tutta Italia, per le prossime amministrative, sono chiamati al voto più di 1.100 comuni nelle regioni a statuto ordinario e sono molte le persone che lavoreranno intorno alle urne. Per fare lo scrutatore è necessario presentare domanda al proprio Comune di residenza entro il mese di novembre di ogni anno e si è poi inseriti in un apposito elenco. Dall’albo degli scrutatori – con un sorteggio – viene stabilita la lista di quelli che prenderanno servizio durante le prossime elezioni comunali, il 3 e 4 ottobre 2021.

Cosa fanno gli scrutatori e quanti giorni lavorano per le amministrative (anche prima delle elezioni)

Uno scrutatore può rinunciare alla nomina del Comune solo per validi e giustificati motivi, come per problemi di salute o per un impedimento grave, che deve essere dimostrato. La comunicazione va fatta il prima possibile agli uffici. Chi non si presenta al seggio rischia una sanzione che parte da 206 euro e arriva fino ai 516 euro.

Ricordiamo che per gli scrutatori e per il presidente di seggio, anche per queste elezioni comunali 2021, oltre al compenso, è prevista l’assenza giustificata dal posto di lavoro: se sono dipendenti vengono pagati normalmente dall’azienda come se avessero lavorato. Inoltre per i giorni non lavorativi e quelli festivi che si passano al seggio si ha diritto a una giornata di riposo di cui si può usufruire subito dopo la fine delle operazioni ai seggi (o in alternativa si ha una giornata retribuita).

Ma cosa fanno gli scrutatori? Il giorno prima delle elezioni allestiscono il seggio, contano e firmano le schede, nei due giorni delle votazioni si occupano di registrare gli elettori e di seguire tutte le operazioni del seggio. Infine lunedì 4 ottobre, dopo la chiusura delle urne, procedono allo spoglio delle schede.

Quanto è il compenso per gli scrutatori e i presidenti di seggio impegnati nelle elezioni comunali 2021

Agli scrutatori e al presidente di seggio di una sezione elettorale viene pagato un compenso fisso esentasse, che è stabilito dalla legge: non si tratta infatti di uno stipendio vero e proprio ma di un rimborso spese per cui non c’è un lordo o un netto, la cifra “guadagnata” va tutta in tasca e non deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi.

Questa cifra fissa varia in base al tipo e al numero di tornate elettorali per cui si è impiegati. Ecco quanto si guadagna per le comunali 2021: gli scrutatori hanno diritto a un compenso di 120 euro per le giornate del primo turno di votazione (61 euro per i seggi speciali) più altri 120 euro nel caso di ballottaggio; il presidente di seggio ha diritto a un rimborso una tantum di 150 euro per tornata elettorale (90 euro nel caso di seggi speciali, ad esempio negli ospedali).

Il compenso per le amministrative, insieme a quello delle elezioni politiche, è la somma più alta riconosciuta per una singola consultazione: in occasione di un referendum il compenso per gli scrutatori è di 104 euro (130 i presidenti di seggio), guadagnano invece 96 euro nel caso delle consultazioni europee (120 i presidenti).

Le FAQ sulle prossima tornata elettorale sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Interno.


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