Non Ho Mai… 2 mantiene la magia della prima stagione marciando abilmente tra dolore e umorismo

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Non Ho Mai… 2 si conferma una delle scommesse di Netflix più riuscite degli ultimi anni. Un teen drama decisamente poco ortodosso, capace di coinvolgere e far riflettere anche gli adulti, nonostante la sua ambientazione tra corridoi di un liceo californiano, triangoli romantici e i gli immancabili complessi adolescenziali – in questo caso di una deliziosa ragazza di origini indiane nata e cresciuta in California – che sono un po’ gli stessi per ogni generazione.

Non Ho Mai… 2 riprende quasi esattamente da dove si era interrotta la prima stagione, con Devi Vishwakumar (una Maitreyi Ramakrishnan sempre più in stato di grazia, vero perno dell’intera serie) che realizza di avere due potenziali fidanzati tra cui scegliere, con tutti i dubbi che derivano dall’avere opzioni entrambe molto appetibili. La scelta è tra il suo storico rivale, il secchione Ben Gross (Jaren Lewison), e il ragazzo più popolare della scuola per cui ha una cotta di lunga data, Paxton Hall-Yoshida (Darren Barnet). Ma il filone amoroso è solo uno dei tanti di questa seconda stagione, in cui la protagonista deve anche fare i conti con una potenziale amica-nemica, la nuova arrivata a scuola Aneesa (Megan Suri), che potrebbe anche rovinare il rapporto con uno dei suoi corteggiatori.

Non Ho Mai… 2 affronta nuovi drammi relazionali anche per le migliori amiche di Devi, Eleanor (Ramona Young) e Fabiola (Lee Rodriguez): quest’ultima, in particolare, affronta i contraccolpi dell’aver fatto coming out con i suoi amici e la sua famiglia, nonché le difficoltà di trovare il suo posto nella variegata comunità queer. Anche in questo caso la serie riesce a trattare l’argomento della scoperta dell’orientamento sessuale in modo leggero ma non superficiale. Così come non superficiale, nonostante la tendenza a non drammatizzarla, è l’esplorazione del dolore da parte di Devi, che non ha ancora superato del tutto il lutto per la morte prematura del giovane e amato padre.

In Non Ho Mai… 2 il tema della perdita resta sostanzialmente in sottofondo prima di emergere in modo prepotente e genuino quando Devi finalmente crolla e si arrende al suo dolore: si tratta del momento più alto dell’intero arco del suo personaggio nella seconda stagione, l’esplosione di un sentimento represso e rimasto latente, qualcosa di cui né la protagonista né il narratore onnisciente dello show (l’ex campione di tennis John McEnroe nei panni di se stesso, come nella prima stagione) sembravano essere consapevoli fino ad allora.

Gran parte del successo della formula di Non Ho Mai… 2 sta in Maitreyi Ramakrishnan, capace di rendere la sua Devi a tratti confusa e buffa come ogni adolescente, a tratti capace di una profonda analisi del dolore e di quel trauma personale con cui deve fare i conti continuamente. Ma la forza e la magia della serie sono tutte nella sua scrittura di Mindy Kaling e Lang Fisher: il racconto dei sentimenti e della vulnerabilità dell’adolescenza incrocia tante tematiche – quella dell’integrazione, della società multietnica, della fluidità di genere – con leggerezza ed umorismo ma anche con profonda umanità nell’esplorare il senso della perdita.

E non è solo Devi ad emergere in Non Ho Mai… 2: sua madre Nalini Vishwakumar (Poorna Jagannathan) si rende conto che potrebbe qualcosa per il collega dermatologo Dr. Chris Jackson (il rapper e attore Common), mentre la cugina di Devi, Kamala (Richa Moorjani), impegnata nel suo dottorato di ricerca, affronta tutte le difficoltà che spesso sono riservate alle donne nei campi delle discipline scientifico-tecnologiche, un ambiente ancora troppo popolato da uomini bianchi per accogliere e rispettare alla pari una giovane studentessa di colore. Le trame delle donne della famiglia di Devi ampliano notevolmente il raggio d’azione della serie e la fanno uscire dal confortevole registro teen per trattare le diverse sfide che le donne della comunità indiana negli Stati Uniti si ritrovano ad affrontare in una società che ancora non ha abbattuto molte barriere culturali.

In definitiva Non Ho Mai… 2 mantiene stabile l’asticella della qualità già fissata abbastanza in alto dalla prima stagione e non mostra segni di stanchezza, cosa che rende auspicabile un rinnovo per una terza stagione.

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