RIFUGI_Secondo Tempo, al via la stagione 2021/2022 del Teatro Piccolo Orologio di Reggio

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Riprovarci. Ritrovarsi. Rifugiarsi nell’arte e nel teatro. Per guardare oltre, per riaccendere la luce e testimoniare, ostinatamente e insieme, che siamo qua. Per ricucire il dialogo tra artisti e spettatori, la relazione tra spettatore e spettatore, il ponte tra arte e città. È  il compito e il desiderio del Centro Teatrale MaMiMò:  ricreare le condizioni affinché  sia possibile l’incontro dal vivo e la parola poetica possa svolgere nuovamente il suo effetto nei cuori delle persone.

Con queste premesse è stato presentata oggi nella sala Rossa del comune di Reggio Emilia la stagione teatrale 2021/2022 dello storico teatro dell’Orologio, affidato in gestione dal Comune di Reggio Emilia al Centro Teatrale MaMiMò, da Annalisa Rabitti, assessora alla Cultura del Comune di Reggio Emilia; Angela Ruozzi, co-direttrice artistica del Centro Teatrale MaMiMò;  Fabio Banfo, attore, regista e drammaturgo del Centro .

La stagione 2021/2022 del Teatro Piccolo Orologio, Rifugi_parte seconda, riunisce gli spettacoli di una programmazione artistica che si era bruscamente interrotta nell’ottobre dello scorso anno. La “seconda parte” di Rifugi vedrà in programma molte delle ospitalità saltate l’anno scorso e vedrà al centro il progetto produttivo della compagnia MaMiMò con il debutto di una nuova produzione.

Il Teatro Piccolo Orologio si pone come rifugio culturale della città, come luogo di incontro e di domande, come palcoscenico di un cartellone che indagherà il nostro presente e cercherà di sintetizzare gli elementi che caratterizzeranno il nostro futuro prossimo e remoto.

 

HANNO DETTO

“Sono felice  – dichiara l’assessora alla cultura del comune di Reggio Emilia Annalisa Rabitti – di annunciare la nuova stagione teatrale di Mamimò che, in convenzione con il Comune di Reggio Emilia, gestisce la sede nello spazio dell’Orologio in un modo che definirei emozionale, ma anche emozionante. Il nome della stagione, lo stesso della scorsa, è “Rifugi”; una sorta di “secondo tempo” della stagione precedente che propone nuovi spettacoli e ne recupera altri che hanno subito limitazioni e cancellazioni a causa dell’emergenza sanitaria. A questo proposito ricordiamo la complessità che si ritrova ad affrontare chi si muove nel mondo dello spettacolo al giorno d’oggi: le mostre hanno in qualche modo recuperato la loro dimensione, ma, per quanto riguarda lo spettacolo dal vivo, le misure di contingentamento sono tra le più rigide imposte. Tentare un’apertura, portare le persone fuori dalle proprie case è senza dubbio un grande atto di coraggio e di resistenza. Siamo convinti che gli eventi in presenza siano importantissimi sia a livello umano che sociale; la cultura è lavoro ma anche cibo per l’anima, se le persone smettono di frequentare questi luoghi, l’intera società finisce per risentirne e impoverirsi”.

“Siamo orgogliosi  – afferma Angela Ruozzi, co-direttrice artistica del Centro Teatrale MaMiMò – di presentare questa nuova stagione che si intitola Rifugi, seconda parte perché in continuità con la scorsa stagione, interrotta per i motivi che tutti conosciamo. Questa ripartenza di Rifugi,  che oggi presentiamo per il periodo che va da ottobre a gennaio 2022, vuole mettere al centro il Teatro Piccolo Orologio come rifugio culturale, come capanna dove sviluppare un movimento artistico sia per la creazione di noi artisti che per l’incontro e il dialogo con il pubblico. Uno spazio off, di periferia, unico in città, luogo dell’intimità e di dialogo inedito tra artisti e pubblico. Per incontrarsi dal vivo e permettere alla parola poetica di tornare a risuonare dopo un periodo in cui è stata taciuta.

Apriamo  il teatro buttando il cuore oltre l’ostacolo. Tante piccole sale in giro per l’Italia non stanno riaprendo, noi invece sì. La cultura non può sempre essere resistente, deve essere fatta e sostenuta”.

“La nuova produzione Villa Triste (titolo provvisorio) – sottolinea Fabio Banfo, attore, regista e drammaturgo del Centro –  nasce dall’idea che sia importante parlare del presente partendo dal passato. In questi mesi ci siamo chiesti come parlare del periodo che abbiamo passato. E abbiamo trovato il modo di farlo attraverso la storia di due artisti che durante la Repubblica di Salò continuavano a girare film, in una delle ville deputate dai fascisti a torture e delitti efferati.

Quello che indagheremo è il posto dell’artista nel mondo e la possibilità, in alcuni momenti storici, di trovarsi dalla parte sbagliata della ragione. In mezzo ad una pandemia si poteva parlare di arte? In che modo e per quale ragione? Questo è il tormento in cui siamo trovati e questa storia ci ricollega alla situazione che abbiamo passato”.

 

IL PROGRAMMA DA OTTOBRE A GENNAIO 2022

L’apertura della stagione 2020/2021 sarà affidata, sabato 16 ottobre, a MY PLACE, creazione di Qui e Ora Residenza Teatrale diretta da Silvia Gribaudi. In scena tre corpi nudi – o meglio in biancheria intima – volutamente messi in evidenza. Tre donne – le attrici Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli –  non più giovani ma non ancora vecchie, certamente non perfette. Ma belle. Perché autentiche. E disposte, in uno show surreale, ad offrirsi al pubblico per quello che sono, corpi senza casa né spazio, sfrattate dal proprio io, lanciate a inseguire, divorare e moltiplicare le proprie ombre. Con passo leggero e sguardo ironico e tragicomico sul femminile.

ART di Yasmina Reza, sabato 30 ottobre, accompagnerà il pubblico in un viaggio dentro all’arte contemporanea, produzione del Teatro della Tosse di Genova che vedrà in scena Luca Mammoli, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi con la regia di Emanuele Conte. Art è una commedia crudele e divertente sull’amicizia, tradotta in oltre trenta lingue, Premio Moliére nel 1994. In una stanza, tre amici, si confrontano sulla qualità artistica di un quadro completamente bianco, discutendo sul prezzo per il quale è stato acquistato da uno dei tre. La discussione diventa presto un dibattito dai toni accesi sull’arte contemporanea e sfocia in un violento litigio che non riguarda più l’arte, ma il loro stesso rapporto di amicizia. In un crescendo di dialoghi serrati, i tre protagonisti sveleranno personalità e nevrosi, arrivando ad incrinare, forse in modo irreparabile, il loro rapporto.

 

Sabato 13 novembre, sul palcoscenico di via Massenet arriverà PICCOLA PATRIA di Lucia Franchi e Luca Ricci, con Simone Falloppa, Gabriele Paolocà, Gioia Salvatori, con la partecipazione in video di Alessandro Marini, per una produzione CapoTrave/Kilowatt – Infinito.

Ambientata nel nostro presente, in una cittadina di provincia non specificata, dove si sta per svolgere un referendum che decreterà l’eventuale autonomia dall’Italia, la vicenda si sviluppa su tre giorni: il giorno antecedente, il giorno stesso e quello successivo al voto. Il vorticoso climax di tensione innescato dall’imminente scelta politica fa emergere le contraddizioni individuali, familiari e sociali, che si palesano nella relazione tra i tre protagonisti. Uno spettacolo teso che riflette su uno dei fenomeni del nostro tempo: la frammentazione in piccole patrie e l’incapacità della politica di dare risposte alle reali necessità dei cittadini.

 

Con DUE PASSI SONO di e con la coppia Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi la poesia arriverà al Teatro Piccolo Orologio il 26 e il 27 novembre. Favola poetica vincitrice del Premio Scenario Ustica 2011, di In-Box 2012 e del Premio Internazionale Teresa Pomodoro nel 2013 è ancora in grado di emozionare il pubblico di tutta Italia. Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Il rapporto con il proprio io, quello di coppia, quello con la vita. Il filtro della malattia per accostarsi alla realtà.

Debutterà il 10 dicembre, e poi in scena fino al 22 dicembre, la nuova produzione del Centro Teatrale MaMiMò VILLA TRISTE (titolo provvisorio) che vedrà in scena Luca Cattani, Cecilia Di Donato e Fabio Banfo, che ne firma anche la drammaturgia e la regia.

Qual è il ruolo di un artista di fronte alla fine del mondo? Che senso può avere continuare ad occuparsi di arte, mentre il mondo si trova di fronte all’apocalisse? È un atto di profondo dono di sé, o il gesto di uno smisurato egoismo, quello di chi di fronte alla morte ed al dolore si occupa di arte? Lo spettacolo è ispirato alla storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, una coppia di famosi attori del cinema italiano degli anni ’30, che ha continuato a girare film per la Repubblica di Salò, fino al 1944, mentre l’Italia era nel pieno dell’occupazione nazista e della guerra di liberazione. La loro vicenda si intreccia misteriosamente con quella della Banda Koch, feroci cacciatori di prigionieri politici, che nelle celle segrete della famigerata Villa Triste di Milano, torturarono e uccisero decine e decine di vittime, mentre ai piani alti dell’abitazione si consumavano feste e orge a base di alcol e cocaina.

Il primo appuntamento del 2022, che segnerà la fine della seconda parte della Stagione, sarà VOGLIO LA LUNA, il 6 gennaio, ore 17.00, al Teatro Piccolo Orologio. Il classico appuntamento nel giorno della Befana sarà rivolto alle famiglie e vedrà in scena Fabio Spadoni, Simone Guerro, Silvia Barchiesi con la regia di Simone Guerro e Lucia Palozzi, produzione Teatro Pirata. Fabio è nella sua cameretta, alle prese con i suoi giochi ma soprattutto con i rimproveri della mamma. Non è per niente tranquillo, gli sembra che le cose non vadano mai come lui vorrebbe. Finché una notte, come per magia, si accorge che lì, proprio nella sua camera, è venuta a trovarlo la luna! E’ bellissima, grande, luminosa… giocano insieme e poi lei, così come è arrivata, scompare. “Voglio la luna!” (finalista al Premio Scenario Infanzia 2010), interpretato da Fabio Spadoni, attore affetto dalla sindrome di down, è uno spettacolo che non indulge mai ai sentimentalismi e mostra come si possa lavorare con i disabili senza l’obbligo di premere sulla commozione, senza far leva sul pietismo.

La terza parte della stagione, nella speranza che sia un vero segno di rinascita con una grande festa di primavera, inizierà a gennaio per concludersi ad aprile e vedrà in scena la compagnia MaMiMò con Indagine teatrale sui pericoli della verità: Il Nome della rosa e la nuova produzione de Il Racconto d’Inverno di W. Shakespeare. Dalla sospensione della scorsa stagione verranno riprogrammati Sognando la Kamtchatka di Corrado Accordino accompagnato da Massimiliano Loizzi e Marco Ripoldi del Terzo Segreto di Satira, Farsi Silenzio di e con Marco Cacciola, Donna di Porto Pim di Antonio Tabucchi, produzione Teatro Gioco Vita. 

Oltre al Comune di Reggio Emilia, affidatario del Teatro Piccolo Orologio al Centro Teatrale MaMiMò, sono partner di MaMiMò il MIC – Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione

Emilia-Romagna. Main sponsor del cartellone del Teatro Piccolo Orologio è Zanni Maglieria; gli sponsor sono Centro Sociale Orologio, La pronta Cucina, Orafo Reverberi, Forno Pane Dolce Pane.

 

I biglietti per la prima parte della Stagione RIFUGI saranno in vendita a partire da giovedì 30 settembre.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

Prenotazioni online su http://mamimo.eventbrite.it

Prenotazioni telefoniche e via email 0522 383178 / [email protected] dal lunedì al venerdì e nei giorni di spettacolo dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:30

 

CONTATTI:

Associazione Centro Teatrale MaMiMò, Sede legale: via B. Corti, 8 – 42019 Scandiano (RE) C.F. 91118850352 – P.IVA 02163070358, [email protected], 0522-383178

Teatro Piccolo Orologio (sede operativa), via J.E. Massenet, 23 – 42124 Reggio Emilia tel/fax 0522 383178

 

COVID-19: Informazioni importanti

  • Come previsto dalle normative vigenti, l’ingresso alla sala teatrale è concesso a coloro in possesso di Green Pass in corso di validità. Prima di accedere alla sala ne verrà controllata la validità.
  • È possibile ottenere il Green Pass a seguito del completamento del ciclo vaccinale, di una guarigione da Covid-19 oppure tramite tampone che riporti esito negativo.
  • Si prega di prestare attenzione alla cartellonistica informativa presente all’entrata e uscita del Teatro.
  • Tenuto conto dell’attuazione in ingresso del Teatro di misure preventive che possono richiedere tempi di afflusso in sala più dilatati, si raccomanda di presentarsi all’ingresso del Teatro con adeguato anticipo.
  • All’ingresso della sala potrà essere rilevata ad ogni spettatore la temperatura corporea. Con temperatura superiore ai 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso.
  • Gli spettatori devono indossare la mascherina per tutto il tempo di permanenza all’interno del Teatro e ovunque, negli ingressi e uscite, non sia possibile mantenere la distanza interpersonale di un metro.

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