San Andreas e il Big One, il terremoto che potrebbe distruggere la California

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Uscito in sala nell’ormai lontano 2015, San Andreas è il film di Brad Peyton che andrà in onda questa sera su Italia 1 alle 21.20. Scritto da Allan Loeb e Carlton Cuse, San Andreas rientra nel genere dei film catastrofici che tendono a portare sul grande schermo storie in cui ad essere minacciata è la sopravvivenza stessa del genere umano.

San Andreas, la trama

Ray Gaines (Dwaine Johnson, meglio conosciuto con il nomignolo di The Rock) è un pilota di elicotteri che lavora al servizio dei vigili del fuoco e che si è distinto per l’alto numero di salvataggi effettuati. La sua vita privata, però, sta andando a rotoli. Mentre è ancora preso con la battaglia con il suo difficile passato, l’uomo sta anche cercando di superare il divorzio da sua moglie Emma (Carla Cugino). I suoi problemi personali, tuttavia, cadono in secondo piano quando un primo terremoto di magnitudo 7.1 fa tremare la terra e allerta i sismologi che si rendono conto che la Faglia di San Andrea si sta spostando, portando con se la minaccia di un terremoto ancora più terribile.

Ed è esattamente quello che accade: un terremoto di magnitudo 9.0 fa crollare i palazzi di Los Angeles, distruggendo di fatto la città. Ray riesce a salvare sua moglie e, insieme, decidono di andare a San Francisco per salvare la figlia Blake (Alexandra Daddario) che nel frattempo è rimasta bloccata nell’ufficio dove è stata lasciata dal compagno di Emma (Ioan Gruffudd) che se l’è data a gambe non appena è iniziato il terremoto. Ma la coppia, così come tutti gli abitanti della California, hanno i minuti contati per cercare di salvarsi. All’orizzonte, infatti, si profila il più grande terremoto che la storia dell’umanità abbia mai registrato e che raggiungerà i 9.6 gradi di magnitudo, distruggendo qualunque cosa e qualsiasi creatura incontrerà sul suo cammino.

Il Big One e la minaccia sulla California

San Andreas è un film che ha scelto di fare leva su una delle più grandi paure del popolo statunitense: quello inerente la possibilità che la California, presto o tardi, venga colpita da quello che viene definito The Big One. Traducibile con l’espressione “quello grosso”, il Big One indica un terremoto di proporzioni enormi che dovrebbe colpire la California a causa dello slittamento della Faglia di San Andrea e che porterebbe a conseguenze gravissime per le persone che vivono nella zona. Come viene sottolineato dal sito dell‘Internet Movie Data Base, la Faglia di San Andrea è già stata responsabile di alcuni grandi terremoti che hanno devastato la California. Il primo mai registrato fu quello del 1680 che ebbe luogo nella Coachella Valley, nella parte sud della faglia. La magnitudo di questo terremoto, con epicentro tra Palm Springs e Indio, è stato calcolato intorno ai 7.7 gradi della scala Richter. Un altro terremoto è quello avvenuto nel 1857 a Fort Tejon, che colpì la parte centrale e meridionale della California, con epicentro a Parkfield. In questo terremoto persero la vita due persone. Tuttavia il terremoto più forte della zona fu quello del 1906, quello cioè che colpì la città di San Francisco. In questo terremoto persero la vita circa tremila persone, non solo a causa del tremore della terra, ma anche degli incendi che scoppiarono come conseguenza.

Come viene spiegato da Focus Tech, la Faglia di San Andrea è una delle più studiate al mondo perché ha una superficie di circa 1.200 chilometri ed è posizionata proprio a cavallo tra la placca nordamericana e la placca pacifica. Di fatto, come scrive La Stampa, rappresenta la più grande minaccia sismica per la California. Secondo gli ultimi studi relativi alla faglia esiste il 67% di possibilità che il cosiddetto Big One colpisca la città di Los Angeles entro il 2035. Le conseguenze di un tale sisma sarebbero ingenti: porterebbero a migliaia di morti e feriti, senza contare i danni economici che costerebbero miliardi di dollari. Molto a lungo si è pensato inoltre che l’arrivo del Big One avrebbe avuto tra le altre conseguenze quello di staccare letteralmente la California dal resto del continente americano. Un’eventualità che, ad oggi, appare decisamente inverosimile, dal momento che la faglia è di tipo trascorrente. Questo vuol dire, secondo l‘INGV, che si tratta di due blocchi di roccia che scorrono uno accanto all’altro, creando dunque un movimento che non potrebbe “staccare” una striscia di terra dal continente a cui appartiene.


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