Studenti italiani ed europei a Lampedusa per riflettere sul tema dei diritti e delle migrazioni

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L’isola, situata con Lampione, sullo zoccolo africano, fa toccare il paradiso, una eternità fatta di mare, sole e vento, entro la spiccata umida insularità, ricca di punte e cale, fra falesie e paurose grotte, testimonianza della erosione severa della costa. Fra le Pelagie, il fascino di Lampedusa, una terra isolana non solo vivace di vita marina. Geologicamente appartiene all’Africa e, ormai, da un po’ non soltanto geologicamente.. Di fatto più vicina alle coste tunisine, distando da queste 113 km, a fronte dei 205 Km dalle siciliane. Lembo di terra ultimo, situato alla latitudine di 35°30′ N, più a sud di Tunisi e Algeri.

Insieme a Lampione fanno parte della placca continentale africana e si sono sollevate due milioni di anni fa. Approdo felice, da sempre, per molti popoli che navigavano nel Mar Mediterraneo. E’ attualmente destinazione prescelta di migranti provenienti dal Marocco, dalla Siria, dal Bangladesh, dall’Egitto, dal Ciad, dal Sudan, dalla Nigeria, dall’Etiopia e dal Senegal. Il più recente sbarco si è verificato lunedì scorso, di ben 685 persone, trasbordate da un peschereccio in ferro di 15 metri. Nelle ore precedenti si erano registrati altri 5 sbarchi sull’isola per complessive 119 persone. Il peschereccio, era stato intercettato dalle motovedette ad otto miglia dalla costa, ed era partito da Zuwara, in Libia. Lampedusa da paradiso naturale si trasforma in inferno di disperazione e morte. Totò Martello, sindaco dell’isola, annunciò lo scorso inverno l’idea progettuale di un teatro naturale e un memoriale delle migrazioni nell’area della ex cava, tra Cala Francese e Punta Sottile.

“Sono sempre stato convinto che fra i diritti fondamentali della persona debba esserci anche il diritto alla cultura, inteso come opportunità di conoscenza e divulgazione delle diverse espressioni artistiche, di condivisione e scambio di idee, di tutela della memoria collettiva. Proprio per questo ho fortemente voluto portare avanti questo progetto”. Lo spazio è destinato a ospitare manifestazioni musicali, teatrali, raduni ed eventi culturali.

Il memoriale delle migrazioni si traduce luogo di pausa e riflessione, di meditazione e di preghiera aperto a tutte le religioni e professioni di fede. Sarà collocata una imbarcazione utilizzata dai migranti per arrivare a Lampedusa e sulla parete perimetrale sud-est della cava si prevede di realizzare un numero di fori (del diametro variabile da 100 mm a 50 mm) corrispondenti alle vittime, bambini e adulti, del tragico naufragio del 3 ottobre 2013: 368 morti accertati e 20 dispersi. Ma sarà anche un modo per ricordare tutte le vittime innocenti delle migrazioni e per ribadire l’impegno di tutti affinché il Mediterraneo sia un “Mare di Pace”. spiegava Martello. Il centro lampedusano di accoglienza straripa di migranti, sovente gli imprenditori temono anche per l’immagine dell’isola, oltre che per la sicurezza della cittadinanza. A Lampedusa si celebra la “Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”, istituita con la legge numero 45 del 21 marzo 2016. Una giornata che serve a tenere vivo il ricordo delle vittime del naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013, che costò la vita a 368 fra uomini, donne e bambini.

migranti

L’iniziativa, coordinata dal Ministero dell’Istruzione – Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico, è parte del Progetto Fami “Porte d’Europa 2020/2021” ed è realizzata in collaborazione con il Comitato 3 ottobre, l’Istituto Omnicomprensivo “L. Pirandello” di Lampedusa, il C.P.I.A di Agrigento, l’IPSCEOA “N. Gallo” di Agrigento, il Liceo Scientifico-Musicale-Coreutico “G. Marconi” di Pesaro, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e con il Comune di Lampedusa e Linosa. L’evento vedrà coinvolte oltre 15 associazioni e organizzazioni non governative italiane e internazionali. Proprio in occasione di questa giornata studentesse e studenti di 60 istituti scolastici, 40 italiani e 20 stranieri, si ritrovano in questi giorni sull’isola di Lampedusa per confrontarsi sui temi dei diritti e delle migrazioni. Un’occasione di incontro e scambio tra giovani, con esperti, associazioni, superstiti e familiari delle vittime proprio in un luogo che è stato in questi anni “fronte del porto di un’Europa, ha dichiarato il Ministro Bianchi, che non sempre ha saputo accogliere, non sempre ha avuto memoria, ma che in realtà ci fa ricordare la necessità di riflettere continuamente sulle grandi tematiche di un’epoca globale: le migrazioni, le emergenze umanitarie, il tema del razzismo e della discriminazione. Questioni che devono essere affrontate da tutta l’Unione Europea, che è bene si ritrovi a Lampedusa, in una Giornata in cui memoria e accoglienza diventano una sola cosa. L’Europa ha vissuto nella sua storia pagine molto tragiche, è riuscita però ad andare oltre, non dimenticando, ha aggiunto Bianchi, ma facendo della memoria il tessuto connettivo di una nuova umanità. Grazie alle ragazze e ai ragazzi, grazie a tutti per il lavoro che stanno facendo: serve a non fare sentire più nessuno straniero in questa nostra Europa”. I giovani che partecipano alle iniziative didattiche a Lampedusa, fino al 3 ottobre, sono stati selezionati grazie a un Concorso svolto nel corso dell’anno scolastico 2019/2020 e 2020/2021. Durante la loro permanenza sull’isola, studenti e insegnanti avranno modo di prendere parte a laboratori, momenti formativi, proiezioni ed eventi artistici, incentrati sui temi dei diritti umani, delle migrazioni, dei diritti dei migranti e dei rifugiati (in particolare dei minorenni), del soccorso in mare. In occasione della cerimonia del 3 ottobre verrà annunciato il concorso “Porte d’Europa” promosso dal Ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2021/2022. Il concorso è indirizzato alle Scuole secondarie di secondo grado di tutto il territorio nazionale, che sono invitate a partecipare in collaborazione con una scuola di un altro Paese europeo. L’indizione del concorso rappresenta l’atto formale attraverso il quale il Ministero avvia il percorso educativo che si concluderà nell’ottobre 2022 e invita le scuole a riflettere sui temi della Giornata Nazionale. Arriva oggi l’eco del monito del Santo Padre, pronunciate in occasione della sua visita estiva a Lampedusa, richiamò l’attenzione all’inimmaginabile inferno vissuto nei campi di detenzione dai migranti. Noi, in questa Europa del benessere, abbiamo una versione “distillata” di quanto accade nei “lager di detenzione” in Libia a chi arriva con la speranza solo di attraversare il mare e esorta a vedere nel volto dei migranti quello del Signore. L’8 luglio del 2013, il Papa giunse a Lampedusa, nel suo primo viaggio fuori dal Vaticano. Memorabili le immagini di quel giorno, di quel Mediterraneo che si trasforma spesso in cimitero. Il benessere, disse, ci fa vivere in “bolle di sapone”, belle ma illusorie, portando alla “globalizzazione dell’indifferenza”.

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