The Handmaid’s Tale 5 ultima stagione della serie? Il punto tra il sequel I Testamenti e un potenziale prequel

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The Handmaid’s Tale 5 è già stata rinnovata da Hulu ma non è ancora entrata in produzione, principalmente perché la protagonista Elisabeth Moss sta lavorando ad un’altra serie, Shining Girls, ma anche perché gli sceneggiatori e produttori esecutivi hanno bisogno del tempo necessario per scrivere la nuova stagione.

The Handmaid’s Tale 5 ripartirà dalle conseguenze dello scabroso finale della quarta stagione (qui i dettagli sulla trama), che pone nuovamente la protagonista di fronte al rischio di perdere tutto, dalla sua famiglia alla tanto agognata libertà ritrovata in Canada. Quali saranno gli effetti delle sue azioni è una storia ancora tutta da scrivere e non è nemmeno detto che sia l’ultima.

The Handmaid’s Tale 5 potrebbe non essere la stagione conclusiva della serie: d’altronde l’adattamento televisivo del romanzo di Margaret Atwood si è emancipato dal contenuto del romanzo già dalla seconda stagione e ormai vive di vita propria, dunque potrebbe andare avanti ancora per molte stagioni senza alcun condizionamento dettato dal materiale originale. È per questo che il creatore della serie Bruce Miller non ha ancora deciso se la prossima stagione sarà l’ultima e tendenzialmente sembra orientato a continuare finché Hulu sarà disposta ha rinnovare la serie.

Quando gli è stato chiesto se The Handmaid’s Tale 5 sarà l’ultimo capitolo della saga di June Osborne contro Gilead, ha risposto così a The Wrap:

Non lo so! Guardala in questo modo: non voglio affrettare nessuna storia (…) Abbiamo passato tutti un paio di anni molto difficili. Non sono per niente ansioso di buttare via la mia esperienza in questo show e andare avanti. Amo queste persone. Amo raccontare questa storia. È stata un’esperienza affascinante fare la tv a un livello così alto. E non so voi, ma ho avuto un anno in cui ho imparato ad apprezzare le cose della mia vita che sono soddisfacenti e non sono così ansioso di buttarle via. Quindi non so se è l’ultima stagione.

The Handmaid’s Tale 5 potrebbe approfondire ancora molti aspetti della storia, questo è indubbui. D’altronde nelle stagioni viste fin qui gli spunti non sono mancati e ci sono stati perfino episodi che sembravano inserire una trama a sé stante all’interno di quella generale, quasi dando vita ad uno spin-off all’interno della serie stessa, come quando Fred porta June nel bordello della città e lei scopre l’esistenza degli Jezebel, night club segreti in cui tutti i principi morali della teocrazia di Gilead vengono bellamente ignorati. Anche la fuga delle ancelle nella fattoria all’inizio della quarta stagione ha aperto una parentesi importante, raccontando un altro aspetto della realtà di Gilead mai visto fino ad allora. E così via, si potrebbe continuare a lungo ad esplorare una realtà distopica che riserva enormi e sconvolgenti sorprese.

Penso che ci siano sicuramente altri aspetti di questo mondo che trovo affascinanti. Penso che il modo in cui le donne vengono trattate in tutte le diverse parti di questo mondo sia molto, molto diverso. E tipo i loro livelli di potere e anche, in una certa misura, come gli uomini devono attraversare questo mondo e quali sacrifici devono fare – ma questo non è così interessante, perché non sono così oppressi. Ma penso che questo mondo, ogni volta che ci siamo aperti a un nuovo aspetto, dagli Jezebel a Chicago alla vita in una fattoria, ne sono rimasto affascinato. Quindi per me, questa è la cosa interessante dello spettacolo. Non si sta solo diffondendo su più parti della società, ma si estende anche nel tempo.

Di sicuro c’è che The Handmaid’s Tale 5, a prescindere dal rinnovo per una eventuale sesta stagione, non sarà l’ultima volta in cui sentiremo parlare di Gilead e delle sue Ancelle. Anche The Testaments (I Testamenti) di Margaret Atwood, sequel del romanzo The Handmaid’s Tale (Il Racconto dell’Ancella), diventerà una serie tv per Hulu: ambientata nello stesso universo narrativo, la trama si svolge quindici anni dopo i fatti del libro precedente e sarà dunque interessante vedere come questo nuovo adattamento riannoderà i fili con la serie originale, ormai indipendente dal primo romanzo, e quanto sarà fedele. Bruce Miller sembra però interessato anche ad un eventuale prequel di The Handmaid’s Tale, perché anche il passato pre-Gilead sarebbe interessante da esplorare (ed è stato fatto solo in parte con i flashback contenuti nella serie). Più in generale, l’universo narrativo della serie è ormai talmente ampio che è diventato esso stesso la basa da cui attingere per eventuali nuovi racconti, ha spiegato il suo showrunner, evidentemente intenzionato a sfruttare questo format il più possibile, anche col rischio di snaturarlo.

I Testamenti si svolge un po’ più avanti nel futuro. E anche uno spettacolo prequel che si svolge nel passato sarebbe affascinante. Ma penso che allo stesso modo in cui siamo stati in grado di prendere il mondo di Margaret Atwood e arricchirlo, usando il suo mondo come base per il nostro, penso che siamo nella stessa situazione ora, perché abbiamo The Handmaid’s Tale da usare come base. E possiamo ancora seguire tutti i semi che Margaret Atwood ha piantato lungo la strada per guidarci in qualche modo oltre.

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