The Last Duel: tre punti di vista, una sola verità

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La verità non ha importanza, esiste solo il potere degli uomini”.

Queste le parole di Nicole de Buchard (Harriet Walter) mentre prova a convincere la giovane e sconvolta nuora Marguerite de Carrouges (Jodie Comer) a non denunciare la violenza sessuale appena subita.

In gioco c’è la vita e l’orgoglio del coraggioso figlio Jean de Carrouges (Matt Damon), abile cavaliere pronto a battersi in un duello all’ultimo sangue contro lo scudiero Jacque Le Gris (Adam Driver), suo vecchio amico accusato di aver abusato della moglie Marguerite.

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Questo è solo un assaggio delle spietate dinamiche medievali descritte da Ridley Scott in The Last Duel, nuovo lungometraggio targato 20th Century Studios presentato fuori concorso a Venezia 78°, e in arrivo dal 14 ottobre 2021 nelle sale italiane distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Il regista quattro volte candidato all’Academy Award (Sopravvissuto – The Martian, Black Hawk Down – Black Hawk abbattuto, Il Gladiatore, Thelma & Louise) torna dopo quattro anni di assenza con l’intenso e solido adattamento cinematografico dall’omonimo libro dell’esperto di storia medievale Eric Jager, svelando ipotesi a lungo sostenute su alcuni eventi realmente accaduti nella Francia del XIV secolo.

Adam Driver e Matt Damon In The Last Duel Credits: The Walt Disney Company
Adam Driver e Matt Damon In The Last Duel Credits: The Walt Disney Company

Tuttavia l’intento dell’autore non è soffermarsi sull’ultimo duello di Dio autorizzato in Francia, astuto pretesto per analizzare invece un’altra battaglia molto più importante e rivoluzionaria che continua ancora oggi. The Last Duel racconta soprattutto di una donna sola che scende in campo rischiando la sua stessa vita in nome della verità: la denuncia pubblica contro uno dei crimini peggiori che si possano subire.

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La violazione della propria persona, un fatto gravissimo allora non contemplato da codici cavallereschi né tanto meno da giustizie divine. L’introspettiva macchina da presa di Scott svela quindi dettagli impressionanti in un’analisi del drammatico e smisurato potere degli uomini sovrastato soltanto da quello di Dio.

La scrittura procede spedita, e con pochi filtri, attraverso l’analisi di tre punti di vista immersi in un mondo spaventoso dall’imbarazzante fragilità giudiziaria. Lo scopo è riflettere sull’inflessibilità e la violenza nei confronti di una donna che si batte senza alcuna posizione giuridica o supporto divino.

Osserviamo lo sguardo intenso e spaventato di lady Marguerite accompagnato da lunghi e soffocati silenzi, quelli dettati anche da un marito distante che preferisce vendicarsi del nemico più per il suo orgoglio ferito che per l’amore nei confronti della moglie stuprata.

Jodie Comer In The Last Duel Credits: The Walt Disney Company
Jodie Comer In The Last Duel Credits: The Walt Disney Company

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A curare la sceneggiatura e i dialoghi dei personaggi sono i rispettivi interpreti che, tramite l’intimo confronto con i propri ruoli, modulano al meglio le loro personalità con un risultato incisivo e mai banale.

Da una parte il vincitore dell’Oscar Matt Damon (“Will Hunting – Genio ribelle”, “Le Mans ’66 – La grande sfida”), dall’altra il due volte candidato all’Academy Award Adam Driver (“Storia di un matrimonio”, “BlacKkKlansman”), tra di loro la vincitrice dell’Emmy Jodie Comer (“Killing Eve”, “Free Guy – Eroe per Gioco”), qui in una delle migliori performance della sua carriera.

Le loro tre prospettive finiscono per intrecciarsi in un racconto ricco di sfumature e misteri, ma che dall’inizio alla fine presenta sempre un’unica innegabile verità. La sceneggiatura di The Last Duel è inoltre firmata dal due volte premio Oscar Ben Affleck (“Argo”, “Will Hunting – Genio ribelle”), qui nei panni di Pierre d’Alençon, che produce il film insieme a Ridley Scott, Kevin J. Walsh (“Manchester by the Sea”), Jennifer Fox (“Lo sciacallo – Nightcrawler”), Nicole Holofcener e Matt Damon.

Non solo drammaticità ma anche spettacolarizzazione della vendetta nell’opera storica di Scott. Come suggerisce lo stesso titolo, un altro fulcro di The Last Duel è proprio il duello finale, quello in cui il regista de Il Gladiatore ripropone il suo acclamato e disarmante cinema d’azione.

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Nonostante però l’adrenalinico e spiazzante risultato, nessuna morte o volontà divina potrà davvero sanare la ferita di un abuso subito. A rivelarlo sono gli occhi di una bravissima Jodie Comer che, con uno sguardo duro e tagliente, ci suggerisce di essere solo all’inizio di un lungo cambiamento che continua ancora oggi, nel nostro presente.

Non basterà parlare tutti i giorni di violenza di genere per cambiare le cose, perché fino a quando il timore di essere giudicati o biasimati non verrà del tutto superato, l’unica verità possibile continuerà a soccombere sotto il potere degli uomini.

Quanto ai prossimi progetti di Ridley Scott, ritroveremo il regista britannico dietro la realizzazione di House of Gucci, in sala dal 24 novembre 2021.

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